Casi in cui si perde la detrazione fiscale 2017 per le ristrutturazioni edilizie

La possibilità di detrarre il 50% dall’Irpef nel caso in cui si avviassero lavori di ristrutturazione edilizia, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017 con la legge di Bilancio.
La detrazione d’imposta elevata dal 36% al 50% riguarda il periodo compreso tra il 2017 e il 2021 e si riferisce anche alle spese sostenute per la messa in sicurezza e le misure antisismiche degli edifici che ricadono in zone contrassegnate dai livelli di pericolosità 1, 2 e 3.
Ci sono dei casi in cui la detrazione fiscale del 50% per i lavori di ristrutturazione non viene accettata. Lo stesso vale nel caso in cui è stata concessa, per cui gli importi indebitamente percepiti vengono recuperati, come attesta la stessa Agenzia delle Entrate.
I casi sono:

– la mancata comunicazione fatta preventivamente all’Asl del comune dove si trova l’edificio, quando è obbligatoria;

– l’assenza totale o in parte delle fatture o delle ricevute che provano le spese sostenute;

– il pagamento non effettuato tramite bonifico bancario o postale, oppure quando mancano le indicazioni precise come la causale, i dati anagrafici, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento, eseguito appunto in banca o alle poste;

– il mancato rispetto delle norme urbanistiche delle costruzioni;

– la violazione delle norme di sicurezza sul lavoro o degli obblighi contributivi. In tal caso si potrebbe evitare di essere esonerati dalla detrazione fiscale del 50% se si ha una dichiarazione osservanza delle suddette leggi attestata dalla ditta che ha realizzato i lavori.

La detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie

Il Dpr 917/86 con l’articolo 16 bis contiene le informazioni che riguardano la natura della detrazione fiscale riguardo alle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie.

La misura fiscale fu introdotta inizialmente come provvedimento provvisorio, per diventare nel 2012 permanente, a seguito del Dl 201/2011, che ha permesso di rendere detraibili dall’Irpef gli oneri correlati.

La legge parla di una detrazione del 36% per le spese pari a un massimo di 48 mila euro sostenute ai fini della ristrutturazione edilizia. La stessa detrazione sale al 50% se le spese sono state affrontate tra il 26 giugno del 2012 e il 30 giugno del 2013, per effetto del Dl 83/2012. Con quest’ultimo decreto legge la spesa massima è salita a 96 mila euro, raddoppiando il tetto entro il quale si può richiedere la detrazione fiscale già innalzata al 50%.

Gli stessi benefici, anch’essi originariamente provvisori, sono stati in seguito più volte rinnovati con interventi legislativi successivi.

Anche nel 2017 la detrazione fiscale per la ristrutturazione edilizia rimane al 50% e con lo stesso tetto massimo di spesa a 96 mila euro.

Secondo le attuali disposizioni e salvo ulteriori proroghe e modifiche, a partire dal 1° gennaio 2018 la detrazione fiscale in oggetto tornerà di nuovo a scendere al 36% e, in concomitanza all’abbassamento di tale percentuale, anche il tetto massimo di spesa per i lavori di ristrutturazione tornerà a 48 mila euro.